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Sai cosa mangi?

Le etichette degli alimenti rappresentano il più importante strumento di informazione e tutela per chi soffre di celiachia, ecco perché è fondamentale imparare a consultarle.

 

ALIMENTO “SENZA GLUTINE, GLUTEN FREE”

Nel gennaio del 2012 è entrato in vigore il Regolamento (CE) 41/2009 che impone a tutti gli alimenti con etichetta “senza glutine, gluten free” e altre espressioni similari, il limite di 20ppm (parti per milione) di glutine al loro interno. Questo limite permette a tutti gli intolleranti al glutine di consumare un alimento senza incorrere in nessun problema.

L’impiego dell’espressione “senza glutine” e similari, assicura non solo l’assenza di ingredienti provenienti da cereali con glutine, ma anche l’assenza di contaminazioni durante la produzione.

 

ALIMENTO “CON CONTENUTO DI GLUTINE MOLTO BASSO” O “DEGLUTINATO”

Le espressioni “con contenuto di glutine molto basso” o “alimento con cereali deglutinati” si riferiscono invece, a quei prodotti dietetici a base di ingredienti derivati da cereali contenenti glutine, ma depurati con appositi trattamenti.

Per questi prodotti il limite di glutine è di 100 ppm. I prodotti individuati da questa espressione non sono erogabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

 

ALIMENTO CHE “PUÒ CONTENERE TRACCIA DI GLUTINE”

L’espressione “può contenere traccia di glutine” è utilizzata nel momento in cui può esserci stata una contaminazione di glutine nel processo produttivo.

L’assenza di questa dicitura non è però garanzia dell’assenza di contaminazione, in quanto la normativa vigente non obbliga ad inserire questa espressione nei prodotti.